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Nuove Terre! Festival di teatro nella Riviera di Levante

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Da nove anni a questa parte la Riviera Ligure di Levante ospita “Nuove Terre - Le arti della scena”, un festival itinerante all’aperto che ha luogo in alcune fra le località più belle dei comuni di Framura, Deiva Marina, Bonassola, Moneglia e Sestri Levante. Partita il 17 luglio con lo spettacolo Mattia e il nonno (EOLO AWARD 2020 - Miglior Spettacolo dell’anno), la rassegna, organizzata dalla compagnia Officine Papage, proseguirà fino al 25 agosto con una serie di proposte pensate per coinvolgere le comunità locali, le famiglie e i turisti della stagione estiva. Il ricco cartellone del festival spazia dal teatro di narrazione a stuzzicanti proposte che fanno della ricerca di nuove forme di relazione con il territorio, dell’interazione tra attori e spettatori e della contaminazione fra linguaggi la loro cifra stilistica.   Fra i monologhi vale la pena segnalare Kohlhaas con Marco Baliani, un classico del teatro di narrazione che ha ormai al suo attivo oltre mille repliche in tutta Ita

Il cammino nel Getsèmani

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Dopo l’Ultima Cena e poco prima del suo arresto, Gesù si dirige con i suoi discepoli verso il Monte degli Ulivi e si ferma a pregare nel piccolo oliveto del Getsèmani. I Vangeli lo descrivono come un orto dall’atmosfera intima e raccolta, nel quale Gesù medita sulla sua Passione fino all’arrivo di Giuda.   Il regista Antonio Syxty si è ispirato a questo luogo per l’ideazione di una performance teatrale articolata in due tappe: la prima ( Getsèmani part I, Lazzarus pièce + Magdalena pièce ), andata in scena nel 2019, e la seconda ( Getsèmani - secondo cammino - Golgota) , che sarà presentata al pubblico del Teatro Litta di Milano dal 14 al 24 luglio. Lontano da qualsiasi intento “divulgativo o evangelico” e di ricostruzione storica degli eventi, Syxty in questa performance vuole soprattutto dare vita ad un luogo dell’anima, ad uno spazio sospeso e fuori dal tempo in cui attori e spettatori possono interagire e sperimentare nuove forme di incontro e di relazione. Lo spettacolo, itinerant

Novità in libreria! Alexandre Dumas "Il Conte di Mazara”

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Immagino lo stupore di qualche lettore a sentire il nome di Alexandre Dumas come di una novità in libreria. Invece sì.   Dumas è stato uno scrittore più che prolifico, dalla produzione immensa (si parla di più di 300 fra romanzi e opere teatrali) e da questa montagna è risorto a nuova vita questo libro. Il Conte di Mazara venne pubblicato, a puntate, come si usava allora, sul giornale “ Le mousquetaire”, nel 1866.   E poi più nulla, fino a quando, fortunatamente, è stato riproposto in volume, prima in Francia e, da pochi mesi, in Italia. Qui si ha un concentrato dell’opera di Dumas: dall’incontro con Garibaldi, a cena, mangiando salsicce e crauti in una Palermo cannoneggiata dai Borboni, a una digressione culinaria (per chi volesse provare le ricette del pollo alla cacciatora e uova in sugo di rognone e asparagi: è conclamato che Dumas fosse un ottimo cuoco). E poi il cuore della storia, l’incontro tra il nostro protagonista, il visconte Alphonse de Quinzac, nobile di belle speranze

"Il Menu della Poesia"

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  AL TELEFONO! L’emozione di regalare una poesia. Avete mai pensato di regalare una poesia? Sarebbe un gesto insolito e inaspettato, una sorpresa intima e personale per fare capire a qualcuno che gli siete vicini e che per voi è importante. È vero, non è sempre facile scegliere quella giusta. Bisogna pensarci e soprattutto spostare l’attenzione sull’altro. Ma chi la riceverà, non ho dubbi, ne rimarrà piacevolmente colpito e, credetemi, immaginare la sua felicità vi ripagherà del tempo che avrete impiegato. Ne sanno certamente qualcosa anche gli artisti dell’associazione Il menu della poesia che, a partire da marzo 2020, con l’iniziativa Al telefono , hanno dato valore a questo “piccolo grande gesto”, interpretando "a distanza” un gran numero di poesie.   Lo hanno fatto grazie ad un meccanismo molto semplice e che funziona come una specie di delivery: da un particolare menu è infatti possibile scegliere un testo e farlo recapitare telefonicamente ad un destinatario, che lo potrà as

"OTHERS" - Una Bimba Controcorrente

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"Hai presente il vento? Le persone sono così. Si spostano dove soffia di più, perché andare controcorrente è privilegio dei più coraggiosi." (A. Brozi)

Un viaggio veloce e fluido attraverso l’hub vaccinale Covid-19 di FieraMilano.

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L’esperienza positiva di una persona per cambiare l’opinione negativa di molte. di Silvia F. Avevamo appuntamento lunedì 26 aprile nell’hub vaccinale in Fiera a Milano per la vaccinazione per il Covid-19 di mia suocera sessantacinquenne fragile.   Non ero tranquilla, mi preoccupava la possibile disorganizzazione, temevo avremmo dovuto affrontare lunghe code, percorrere chilometri all’interno di una struttura così grande, potenziali assembramenti da evitare e disordine tipicamente italiano a cui avremmo dovuto far fronte per accedere alla fatidica vaccinazione. E invece niente di tutto ciò. Solo spazi ben organizzati, abbondanza di personale e grande cortesia da parte di tutti gli addetti ai lavori. Siamo arrivati davanti al Gate 6 e due persone gentilissime della Protezione Civile ci hanno dato subito una sedia a rotelle per agevolare mia suocera nel percorso. Un'altra ci ha aiutato nell’identificazione del pulsante corretto per l’accettazione. Qui hanno verificato la documentazion

Mangereste mai un cetriolo cresciuto in un ex parcheggio? Io si.

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30 giovani della provincia di Varese si affidano al crowdfunding per realizzare un ambizioso progetto: convertire cemento in terra coltivata. L'idea nasce da un corso di formazione organizzato da Prospettive Vegetali (Giacomo Castana) e Orti Sensibili (Giorgia Rossi) che tratta di varie tematiche, dall'attualità ambientale alla progettazione di un orto sinergico. Partendo da una idea già esistente di convertire un parcheggio nella sede di Informagiovani Varese, una delle associazioni coinvolte nel progetto, in orto con l'aiuto del crowdfunding, grazie anche alla collaborazione con varie altre associazioni il progetto è quindi partito. Per maggiori informazioni: https://www.prospettivevegetali.it/spaccare-asfalto-orto-sinergico/

Frida Kahlo vs il T9

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Come se la caverebbe Frida Kahlo con la tecnologia dei giorni nostri? In questo fumetto, un retroscena alquanto esclusivo!

"ANCHE I CONIGLI SI ARRABBIANO?"

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A quanto pare si!

KATHARINE HEPBURN

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Ad oggi è l'unica attrice che è riuscita a conquistare 4 premi Oscar come migliore attrice protagonista. La maggior parte di voi forse la conoscono come compagna di Spencer Tracy ma Katharine Hepburn negli anni trenta ha recitato in film che oggi sono considerati dall'American Film Institute come patrimonio nazionale, classificandola al primo posto tra le più grandi attrici di tutti i tempi. Allora non incassarono nulla e lei venne definita 'il veleno del botteghino'. Oggi sono considerati dei capolavori: "Susanna", "La falena d'argento", "Argento vivo", "Maria di Scozia" e 'Il diavolo è femmina' dove addirittura lei, per quegli anni avanguardia pura, si travestiva da uomo e la sua recitazione risulta spumeggiante ed eccezionale. Oltre a tantissimi altri capolavori tra cui spicca "Scandalo a Filadelfia", il film che poi regalò l'Oscar a James Stuart ma nel 1934 per "La gloria del mattino" aveva

RITA HAYWORTH

Nell'immaginario collettivo Rita Hayworth resta per tutti la bellissima Gilda che canta "Put the blame on Mame" sfilandosi i guanti. Bellissima e sensuale, entra nel mito grazie appunto al film "Gilda" nel 1946. L'American Film Institute mette al diciannovesimo posto Rita Hayworth fra le più grandi Star della storia del cinema. Nasce nel 1918 a Brooklyn, figlia di un ballerino spagnolo (Eduardo Cansino) e di una ballerina e attrice (Volga Hayworth) di origini inglese-irlandesi. Il padre le insegna l'arte del ballo fin da giovanissima e la porta con sé in tournée. Nel 1935 viene notata da un talent scout per la sua bellezza che le procura un contratto con la Columbia Pictures. Deve aspettare però l'inizio degli anni quaranta dove affiancherà i più importanti attori del momento: James Cagney in "Bionda fragola", Tyrone Power in "Sangue e arena", Fred Astaire in "Non sei mai stata così bella", Gene Kelly in "Fascino&qu

LE FANTASIE DI MAFAI

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Dal 17 febbraio la pinacoteca di Brera ospita Le Fantasie di Mario Mafai, 22 piccoli dipinti donati al museo dall'ing. Aldo Bassetti, presidente degli Amici di Brera fino all'anno scorso. Le opere, esposte nella sala XVIII, su progetto di Alessandra Quarto e Marco Carminati, saranno poi destinate a Palazzo Citterio, che ospiterà la collezione di arte moderna del museo, futuro Brera Modern. La storia delle Fantasie si intreccia indissolubilmente con la vita di Aldo Bassetti quando, da ragazzo, fu testimone dell'eccidio dell'Hotel Meina compiuta dai nazifascisti. (Chi fosse interessato può leggere la mia recensione a La Guerra di Becky che narra di quella strage). Fra le vittime Lotte Froehlich Mazzucchelli, 38 anni, zia di Aldo Bassetti che fu chiamato a riconoscere il cadavere. “Un’esperienza che ha cambiato completamente la mia sensibilità morale, politica e sociale. Ecco che Mafai diventa un simbolo della mia vita” è la testimonianza di Bassetti che ha voluto, con qu

“La guerra di Becky. L’olocausto del lago Maggiore”

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'Si può raccontare la barbarie a dei ragazzi, senza scadere nell’orrore?‘ quello che mirabilmente fa Antonio Ferrara ne “La guerra di Becky. L’olocausto del lago Maggiore”. Ferrara è uno scrittore ed illustratore specializzato nella narrativa per ragazzi e nei suoi precedenti lavori si è spesso confrontato con la Storia vissuta con gli occhi dei più giovani. Qui racconta del primo massacro di ebrei italiani nel settembre del ’43, a Meina, sul lago Maggiore, da parte delle truppe nazisti e lo fa con le parole di Becky (Rebecca Behar) che con la sua famiglia ha effettivamente vissuto quella catastrofe. La vediamo da bambina crescere, diventare una ragazza, spettatrice e testimone, lei fortunata, tra altri ragazzi con un destino più tragico, chiedersi il motivo di tutto questo. Perché? Inspiegabile. Il libro è composto da 28 brevissimi capitoli (una o due pagine ciascuno) scritti con un linguaggio lieve ma intenso, con la voce diretta della protagonista che ci accompagna verso quell’

“La confraternita dell’asino”

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Bruno Gambarotta è un raffinato intellettuale dall’aria bonaria. Piemontese (anzi torinese, anche se nato ad Asti nel 1937)   ha lavorato per la Rai come autore ma è stato anche attore e conduttore nonché scrittore di talento. Ed è nel suo ultimo lavoro “La confraternita dell’asino” che, sempre con grazia ed ironia, si avventura alla scoperta del precariato lavorativo, sentimentale e, diciamolo, esistenziale. Il tutto in un racconto favolistico. E’ la vicenda   di Delfino Malvasia, collaboratore della Gazzetta Piemontese, con il mito di Indro Montanelli, che deve trovare delle Storie positive, che diano speranza ai lettori del giornale (a volte con esiti disastrosi: il novantenne che pratica parapendio e che finisce per sfracellarsi o del professore di filosofia che nel pomeriggio faceva il ciabattino, finendo per essere licenziato dal liceo dove insegnava).   Si trova, quasi per caso, con uno scoop tra le mani. Intendiamoci, scoop di provincia, a dover raccontare del “pellegrinaggio

VIVA VITTORIA MILANO 2021 - IL FUMETTO

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Cos'è VivaVittoria Milano 2021? E' un evento per la sensibilizzazione contro la violenza sulle donne. Per maggiori informazioni, clicca qui   o   visita vivavittoria.it

HAPPY SOCKS - il Fumetto

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"Tutti gli adulti sono stati prima di tutto dei bambini. Ma pochi di loro se lo ricordano."  (Antoine de Saint-Exupéry)

HAMLET PRIVATE

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Fra i personaggi di Shakespeare, Amleto è quello che meglio esprime il dubbio e l’incertezza che sono parte della nostra esistenza. Sospeso tra pensiero e azione, come un antieroe contemporaneo riflette sulle situazioni, formula domande, si sofferma sugli eventi e ritorna sui propri passi. Come tutti noi, Amleto è un uomo in ricerca (una ricerca vana e tormentata) e, se ci pensiamo, le sue domande sono un po’ anche le nostre. Partendo da queste suggestioni ScarlattineTeatro e Gnab Collective hanno ideato ​Hamlet private​, un interessante spettacolo pensato per uno spettatore alla volta. Prodotto da Campsirago Residenza, ​Hamlet private è in scena dal 2014 e, da qualche mese, viene proposto anche nella nuova formula “a distanza”. In un’atmosfera raccolta (seduti al tavolo di un bar, nella tranquillità di un’abitazione, all’aria aperta, nel ​foyer ​di un teatro, nell’angolo di una libreria ... ) un’attrice, nelle vesti di una cartomante, guida lo spettatore alla scope

FRIDA KAHLO

E’ sempre difficile parlare di una persona soprattutto quando diventa un’icona come Frida Kahlo, assunta a figura di culto pop, di rivincita,   femminista, di resilienza alla sofferenza. Ma chi era? Frida nasce a Coyoacan in Messico nel 1907, figlia della rivoluzione, come ripeteva con orgoglio, ma deve, da subito, fare i conti con la malattia: affetta da spina bifida (tra l’altro scambiata per poliomielite e malcurata). A diciotto anni l’autobus su cui viaggia ha un incidente con un tram e Frida ne fu devastata nel fisico: numerose fratture in tutto il corpo (vertebre, bacino, piede) e una profonda ferita all’addome che la costringeranno a trentadue operazioni chirurgiche e a lunghi mesi di immobilità che la spinsero a dipingere, soprattutto autoritratti perché “trascorro molto tempo da sola e sono il soggetto che conosco meglio”. Unisce alla pittura il suo impegno politico e a ventun anni si iscrive al partito comunista messicano,   e in quell’ambiente incontra Diego Rivera, il più n

JEAN HARLOW

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  La prima vera sex symbol americana. Marilyn Monroe è ancora lontana. Jean Harlow aveva tutte le caratteristiche per essere una attrice sexy in un'epoca in cui la bellezza non era tutto ma lei spiccava anche per quello e da lì arriva il suo soprannome 'la donna di platino' che fu uno dei suoi film più famosi del 1931.  Jean Harlow purtroppo ha vissuto molto poco ma ha lasciato il suo segno tanto che l'American Film Institute l'ha inserita al 22esimo posto tra le più grandi Star della storia del cinema. Nata nel 1911 ci lascia ad appena 26 anni nel 37 per una insufficienza renale, anche se allora si vociferò che la madre, seguace di una setta, non la volle far curare perché contrario alla sua religione. Ci lascia degli autentici capolavori : nel 1932 ‘Lo schiaffo' con Clarke Gable ma soprattutto ‘Pranzo alle 8' nel 1933 dove sicuramente avrebbe potuto ambire ad un premio Oscar, che mancò.  Forse a causa della sua giovane età, non era ancora riuscita a trasme